lunedì 20 gennaio 2014

Sostanze tossiche nell'abbigliamento per bambini

Arriva da Greenpeace l'allarme che denuncia i pericoli derivanti dalle sostanza chimiche rilevate nell'abbigliamento per i bimbi. Il rapporto divulgato da Greenpeace Asia, infatti, porta alla luce un fenomeno tanto allarmante quanto estremamente diffuso. 

Non soltanto i vestiti e le calzature low cost, ma anche i capi di abbigliamento appartenenti alle marche più prestigiose e costose presentano una concentrazione piuttosto alta di sostanze chimiche decisamente nocive per l'organismo. E, in tal senso, il rapporto ha rilevato che non ci sono sostanziali differenze tra l'abbigliamento per adulti e quello per i bimbi, dal punto di vista dei rischi per la salute

Un dato allarmante, dunque, che getta nel panico i genitori. Tra le sostanze maggiormente tossiche e più largamente diffuse troviamo nonilfenoli etossilati, ftalati e acido perfluorottanico i quali, agendo sul sistema endocrino, esercitano effetti dannosi a livello ormonale, immunitario e riproduttivo.


In seguito alle numerosissime denunce ad opera dei consumatori di tutto il mondo e in particolare dei genitori, tuttavia, si è riusciti a ottenere un impegno concreto nella direzione dell'eliminazione delle sostanze tossiche dai loro capi di vestiario, da parte di alcuni dei marchi più prestigiosi che hanno scelto di aderire all'impegno Detox, la campagna lanciata da Greenpeace nel mese di luglio del 2011. Al momento sono, infatti, diciotto le aziende produttrici di capi di abbigliamento e calzature che si sono impegnate pubblicamente in questo senso.

In ogni caso, come facilmente immaginabile, rimane la Cina il principale produttore di tessile nel mondo. Per tale motivo ci si attende che il Governo cinese prenda una posizione chiara mediante un impegno concreto volto all'eliminazione delle sostanze chimiche maggiormente nocive dalle industrie.