lunedì 24 marzo 2014

Cameron: speak english o perdi il benefits

 David Cameron è pronto a tutto pur di essere ancora il Primo Ministro britannico. In previsione di una prossima  entrata di massa di europei dell'est in Gran Bretagna il leader del partito Conservatore ha deciso di togliere il benefits ( sussidio) a quei immigrati che non riusciranno a  trovare una occupazione nell'arco di 3 mesi, e coloro che non saranno in grado di parlare un inglese corretto senza usare traduttori dai contribuenti negli uffici. In pratica speak english or not beneifs.


Una soluzione in prospettiva verso quei popoli dell'est: rumeni e bulgari cui la Gran Bretagna ha visto le barriere cadere da quest'anno. Tra gli altri benefits tagliati l'accesso agli alloggi popolari, e pronto soccorso a pagamento per i non residenti. La disoccupazione nel Regno Unito è arrivata al 7,7%, la paura degli inglesi è quella di vedersi rubare il lavoro e che imprese dell'Europa dell'est possano accaparrare a meno prezzo i grandi lavori quali quelli di natura edile. In virtù di quella manodopera specializzata dell'est che costa meno di quella inglese. Basta pensare anche in Italia, molti palazzi ora sono sotto l'impresa di rumeni.

Tra l'altro il Daily Express ha lanciato da qualche tempo una petizione populista dal titolo significativo ''Say No more EU migrant'' In appena 5 giorni hanno aderito e firmato oltre 75.000 mila persone online. Un dato preoccupante per il ritorno di quei partiti filo -nazionalisti molto radicati in Inghilterra. Secondo Cameron l'entrata di rumeni ,rom e bulgari in Gran Bretagna è un vero tradimento per i giovani inglesi a spasso.

Ben diversa è la versione dell'University College London. Secondo l'istituto dal 2000 a oggi gli immigrati arrivati nel Regno Unito hanno beneficiato di aiuti e sussidi di meno di chi già viveva nel paese da tempo. Gli immigrati hanno dato all'erario inglese 25 miliardi di stelline sempre dal 2000 a oggi. Per coloro che sono arrivati dai paesi dell'Unione europea nelle città inglesi, hanno pagato il 34% di tasse in più di chi ha beneficiato dell'welfare e benefits.