martedì 6 ottobre 2015

Tagli vitalizi a 2000 politici? Renzi punta sulle pensioni d'oro

Brutte notizie per circa 2.000 politici che vedrebbero tagliati i propri assegni e vitalizi del 50%. Ma l'obbiettivo vero del Premier è quello di dare una bella sforbiciata alle pensioni d'oro.



Tagli vitalizi Vs Pensioni d'oro  - Che si tratti di un'idea o qualcosa di concreto, la cosa è destinata a prendere piede. L'ultima ipotesi del Governo è quello di attaccare i vitalizi dei politici riducendo lo stipendio del 50%. Secondo Sergio Rizzo del Corriere della Sera, pare che l'Inps assieme al Governo stia variando l'idea di diminuire i vitalizi degli ex consiglieri regionali e parlamentari. Quello di cui possiamo essere certi che all'Inps i calcoli si stanno facendo veramente con il fine di introdurre il principio 'dell'equità attuariale'. L'obbiettivo è quello di ridimensionare la differenza sostanziale tra calcolo retributivo (già applicato) e nuovo sistema retributivo! Tra l'altro è noto come il presidente dell'istituto di previdenza Boeri non sia contrario nel dare una ripulita alle pensioni d'oro.

A cadere sotto la scure dei tagli vitalizi sarebbero ben 2000 politici, tra cui Gianfranco Fini, Achille Occhetto, Massimo D'Alema, Walter Veltroni e tanti altri che hanno servito la nostra patria? Questi signori, compreso gli ex consiglieri regionali portano a casa più di 63.200 euro lordi all'anno, circa 5300 euro puliti al mese e potrebbero subire tagli dell'ordine del 49 -50%. In totale, l'erario risparmierebbe 100 milioni di euro all'anno. Una piccola somma al cospetto degli esborsi sui vitalizi che allo stato costano qualcosa come 400 milioni di euro.

Un'iniziativa storica forse voluta da un punto di vista legale: Certamente in passato il Governo non è mai intervenuto su questioni di competenza del Parlamento, dove ancor oggi esiste il tacito proverbio 'vivi e lascia vivere'. Il taglio sui vitalizi potrebbe aprire la strada al prossimo intervento che riguarda le pensioni d'oro, tema a quanto pare molto caro a Matteo Renzi. Se cosi fosse, assisteremo a una vera rivoluzione economica che livellerebbe la troppa differenza finanziaria di alcuni soggetti con il resto dei cittadini italiani.