lunedì 11 gennaio 2016

Ventotto anni di carcere per l'uomo che decapitava cani

Ventotto anni di carcere: una condanna esemplare non c'è che dire per un uomo reo di aver torturato e tagliato la testa a una decina di cani. Tutto è iniziato con l'arrivo della polizia in un motel americano. Gli agenti sono stati chiamati dal direttore dell'albergo perché un cliente impediva di entrare per pulire la sua camera, poi la scoperta shock: il pavimento completamente ricoperto di sangue e un cane smembrato nel pavimento. Come se non bastasse, la polizia ha trovato nel congelatore altri sette corpi di cani. Autore della macabra mattanza si chiama Jason Brown originario del Nevada. L'uomo ha detto di non ricordare nulla perché da alcune settimane prendeva delle dosi massicce di anfetamina. I sette cani gli erano stati regalati o venduti da persone che si fidavano di lui.



Il killer è riuscito a spingere il suo sadismo oltre ogni limite, tanto da filmare mentre torturava le povere bestiole. Le scene sono state analizzate dai giudici durante il processo, in cui si sentiva l'assassino pronunciare parole terribili alla ricerca di altri chiuhuahua da sventrare. Il giudice che ha condannato Jason non ha voluto ascoltare nessuna difesa da parte dell'avvocato del suo assistito, tralasciando la questione che l'uomo era dipendente da anfetamina.  La sentenza è stata esemplare 28 anni di carcere.